La musica del monaco Rathberger, sorprendente gioiello del XVIII secolo

Rezension: Johann Valentin Rathgeber - Missa S.P. Benedicti

«Se queste musiche non verranno eseguite in modo appropriato, allora Tu saprai, o mia Signora, come in questa valle di lacrime noi siamo maggiormente propensi a soffrire piuttosto che a cantare...»: nel tono confidenziale delle parole che Johann Valentin Rathgeber (1682-1750) ha voluto apporre sul frontespizio della pubblicazione a stampa del suo Opus V - dedicato «a Maria, Regina del Cielo» - si riflettono i sentimenti di pura e autentica devozione sopra cui il maestro tedesco ha improntato la sua intera vita spirituale e professionale. Sacerdote, monaco e compositore, lungo tutto il corso della sua esistenza Rathgeber ha infatti sempre cercato di conciliare la propria vocazione religiosa con l'inclinazione del suo talento artistico, come ci testimoniano la varietà e l'immediatezza espressiva dei lavori raccolti nell'antologia di opere sacre approntata dal Monteverdi Ensemble di Würzburg, compagine vocale e strumentale diretta da Matthias Beckert; un album per certi versi sorprendente, che include la prima registrazione assoluta della Missa S. P. Sancti Benedicti - dedicata al Santo Padre, papa Benedetto XIV - e un florilegio di brani intitolati alla Vergine, vero e proprio baricentro di questo progetto discografico in cui la raffinata vena creativa dell'autore emerge in tutta la sua evidenza (cd pubblicato da Cpo e distribuito da Sound and Music). Tra riferimenti alla rigorosa scuola dell'antico contrappunto e qualche segno premonitore di uno stile galante ormai alle porte, si tratta di lavori ancora profondamente radicati nei dettami retorici tardo-barocchi, come dimostrano gli intrecci delle parti solistiche del meraviglioso Ave Regina coelorum in sol maggiore, gli interventi corali nelle Litanie lauretane o ancora le diverse soluzioni timbriche e formali offerte nel trittico dei Salve Regina. Pagine che dimostrano l'intima familiarità nei confronti dei testi liturgici mariani da parte di un compositore assai competente nella scrittura vocale, oltremodo colto e preparato nei fondamenti del repertorio ecclesiastico, ma che nel contempo ha cercato quasi ossessivamente la semplicità: con maestria, certo, e anche con passione, ma con quella sfumatura di tenerezza che rappresenta il valore aggiunto di questa musica.